
Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e del grottesco, è autore di opere teatrali come La trilogia di Leenane e di film quali Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Gli spiriti dell’isola, In Bruges.
Considerato uno dei più brillanti autori contemporanei, McDonagh intreccia umorismo nero a un’acuta critica sociale.
Con La Reginetta di Leenane, costruisce un thriller psicologico dal sapore noir, in cui humour nero e critica sociale si intrecciano in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine. Un legame, quello tra una madre e
una figlia, avvelenato dall’odio, segnato da un conflitto incessante in cui rancore e dipendenza si intrecciano in un perverso gioco di potere e frustrazione.
Ambra Angiolini è Maureen, una figura complessa e struggente: una quarantenne ancora vergine, fragile e inquieta, il cui equilibrio precario nasconde un fondo di follia sempre pronto a riemergere. La sua solitudine, però,
prende forma soprattutto nel rapporto soffocante con la madre Mag, interpretata da Ivana Monti. Tra loro si consuma una lotta quotidiana fatta di dipendenza, ricatti emotivi e feroci giochi di potere, in cui i ruoli di vittima
e carnefice si rovesciano continuamente.
A spezzare questa atmosfera ci pensa l’ironia nera di McDonagh, con uno humour dissacrante, capace di strappare risate amare, mentre l’inquietudine cresce fino a far emergere un pessimismo quasi tragico sulla famiglia e, forse, sull’umanità intera.
| Platea A | Platea B | Galleria | |
|---|---|---|---|
| STUDENTE | 10.00 | 10.00 | 10.00 |
| RIDOTTO | 22.00 | 22.00 | 18.00 |
| INTERO | 27.00 | 24.00 | 18.00 |