
Lo spettacolo gioca di specchi e di fili invisibili col capolavoro di Saint-Exupéry.
Anche qui c'è un personaggio che potrebbe ricordare un aviatore.
Ma forse non è un vero aviatore, porta a spasso per la scena il suo piccolo aeroplano di carta. Viaggia con esso attraverso le esperienze della vita. Da quelle leggere, di quando si è bambini, a quelle sempre più faticose, di quando si diventa grandi. Fino a che i suoi pensieri, e l'aeroplano che li trasporta, non si fanno pesanti, sempre più pesanti e l'aereo precipita, in un luogo sperduto. Mentre l'aviatore cerca di ripararlo appare la sagoma di un piccolo Ometto. Come un disegno o un miraggio. Gli chiede di disegnargli una rosa. Quella che ha lasciato sul suo piccolo pianeta sperduto nell'universo. Fa un mucchio di domande e racconta dei tanti pianeti in cui è stato. Pianeti bambini. E dei tanti personaggi che li abitano: il bambino arrabbiato, la bambina con tanti talenti, il bambino sempre felice, il bambino che ha sempre caldo, la bambina che piange sempre e nessuno riesce a consolarla, la bambina che legge sempre.....e molti altri. L'aviatore si perde in quei racconti e nelle tante infanzie che evocano.
E se quell'ometto apparso dal nulla non fosse altro che l'occasione per riappropriarsi della propria infanzia? Per tornare a sentire il profumo dei sogni di quel bambino che aveva dimenticato e, forse, tradito?
E se fosse questa struggente sensazione la chiave per riprendere il volo?
Età consigliata: 3-10 anni
| Posto Unico | |
|---|---|
| RIDOTTO | 5.00 |
| INTERO | 8.00 |